Lino:

(Linum usitatissimum L.)

 


Famiglia botanica. Linacee.


Significato del nome. Dal greco linon: filo, evidentemente perché dal lino si ricava il filo per la tessitura.
Nomi internazionali. Fr.: Lin. Ingl.: Cultivated Flax. Ted.: Echter Lein. Sp.: Lino.

 

Descrizione botanica.

Erbacea annua, alta 50-80 cm., ma può anche essere annua. Radice gracile, fittonosa, fusiforme; fusto tenace, eretto, cilindrico; fogliette lineari-lanceolate sparse; fiori azzurri o rosei posti all’estremità dei fusti da aprile a luglio e capsula globosa nella quale si trovano i semi lisci rosso-bruni, lucidi.

 

Dove si trova.

Nei terreni seminati, campi, erbosi e arenosi. Si semina a dimora su file in autunno o in primavera. Impoverisce il suolo. Originaria del Caucaso, è inselvatichita e sub-spontanea anche lungo le strade; diffusamente coltivata dal piano alle zone montane dell’Europa, India, Egitto, Giappone, Canadà, Africa settentrionale, America, Argentina, Brasile.
Parti usate. Semi.
Fioritura. Maggio-agosto.

Tempo balsamico.

Fine giugno, prima che avvenga la maturità completa.

Corrispondenza astrologica.

Luna-Giove-Venere.

 

Composizione chimica.

I semi racchiudono delle mucillagini, della pectina, un olio grasso (30-40%) Ol. Lini, costituita da differenti acidi organici (vitamina F), come pure un glucoside cyanogenetico: (linamarina) e un enzima: la linamarase. Sali di potassio, magnesia, resina molle gialla, cera, tannino.

Azione farmacodinamica.

Via interna: emolliente e disinfettante, lassativa, leggermente diuretica, rinfrescante, urodinolitica.


Via esterna: topica emolliente.

Applicazioni terapeutiche.

La farina di lino è utilizzata come cataplasmi emollienti. I grani in infusione risultano salutari contro le infiammazioni delle vie urinarie e del sistema digestivo. Ottimo è l’olio di lino. Di esso ne scrive a lungo il medico Durante del 1600, e lo illustra come lassativo, preso per bocca.


Via interna: serve nell’appendicite, bronchite, cistite, colite spastica, costipazione, dispepsia, disuria, frigidità sessuale, gastrite cronica, gastrocolite, emorroidi, enterite, nefrite, peritonite, pielite, pleurite, rectite, rectocolite, tiflite, tosse secca, ulcera gastrica, urodinia, vaginite.


Via esterna: actinite solare, ascesso caldo, dartri, eczema, foruncolosi.

 

Preparazioni e dosi.

Infuso dei semi grammi 10 a 20 di semi secchi per un litro d’acqua, riposo 4 ore. Bere 1-3 tazze.

Per clisteri, irrigazioni e lavande, impacchi 80 grammi di semi in infuso 4 ore in un litro d’acqua.

Decotto dei semi 3-4%, da 2 a 3 bicchierini.

Olio di lino con miele o solo, antistitico.

Cataplasma emolliente (farina dei semi). Un modo sbrigativo è di cuocere una cucchiaiata di semi in mezzo litro d’acqua per 20 minuti. Bere diverse tazze al giorno. Contro la stitichezza si mette a bagno in un bicchiere d’acqua una cucchiaiata di semi nella serata, per bere quell’acqua con tutti i semi il mattino dopo.

 

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LINO
(Linum usitatissimum)

 

Descrizione:

Ha fusto eretto, ramoso nella parte finale, privo di nodi. Le foglie sono sottili, con forma lineare-lanceolata, alterne, di color verde pallido. I fiori, piuttosto piccoli, hanno colore celeste. La fioritura avviene da maggio ad agosto; la pianta può superare il metro d'altezza.

Ambiente: oltre al Linum usitatissimum, che cresce e si coltiva nelle regioni a clima temperato, ricordiamo il Linum angustifolium, spontaneo nel nostro Paese dove è diffuso dal piano alla collina.

Raccolta: si utilizzano i semi essiccati della pianta raccolti in estate, battendo la pianta.

Precauzioni:

usare sempre farina e semi di lino freschi, affinchè l'olio racchiuso in essi non irrancidisca causando dermatosi.

Uso:

Per gli usi terapeutici si utilizzano i semi freschi. Le proprietà del lino sono soprattutto lassative, rinfrescanti ed emollienti: è utile per bagni tonificanti e per ammorbidire le pelli screpolate ed arrossate. Inoltre si usa per combattere le affezioni delle vie urinarie e digestive, e sotto forma di cataplasma s'impiega nelle costipazioni pettorali, contro catarri, tossi e raffreddori.

 

Informazioni extra:

Usata fin dall'antichità per uso tessile, il lino è stato soppiantato oggi da altri vegetali e dalle fibre sintetiche. Un tempo con un nutriente pastone di semi di lino si rafforzavano i bovini contro le epidemie di afta epizootica. I semi di lino rendono dal 30 al 40% del loro peso in olio, che è impiegato nella fabbricazione di pitture e vernici, del linoleum, di tele per pittura a olio, di inchiostri da stampa, saponi e molti altri prodotti. In certe parti del mondo l’olio viene, inoltre, utilizzato per rivestire le superfici di strade e ponti, al fine di impedire il deterioramento a opera del traffico intenso, del congelamento e scongelamento e delle applicazioni di cloruro di calcio contro la neve e il ghiaccio.

 

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LINO


nome scientifico
Linum usitatissimum

la droga
i semi

Proprietà


Emolliente, antiflogistico, rinfrescante, lassativo, risolvente, antidiabetico.

note


Per uso interno è consigliato l'uso di soli semi interi. La farina, in determinate situazioni e per uso interno, potrebbe liberare, per reazione, alcune sostanze nocive

 

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IL LINO

 

 

Linum usitatissimum


Il Lino, è una pianta erbacea annuale dalla probabile origine mediorientale, di colore verde intenso con caratteristici e delicati fiori azzurri, la cui coltivazione risale sicuramente a tempi remotissimi. Può essere definito una pianta senza tempo: si hanno prove della sua coltivazione nell'area Mediterranea risalenti a 6000 anni fa, quando gli uomini del Neolitico lo coltivavano per tesserne stoffe; tra le palafitte furono trovati manufatti di Lino e la tessitura con fibre di Lino (o con lana) è documentata dal ritrovamento di fusaiole e pesi da telaio. Anche Fenici, Babilonesi ed Egizi ne facevano uso: nelle tombe faraoniche dell'Alto Egitto sono state trovate mummie fasciate con bende di Lino, risalenti a quaranta secoli fa. La coltivazione del Lino per la sua fibra tessile era diffusissima fino a non molti anni fa, ma in seguito la coltivazione nell'America centro-meridionale del Cotone, più economico anche se meno pregiato, ne soppiantò in parte la diffusione. Oggi possiamo trovare il Lino diffuso in natura come subspontaneo, nei luoghi in cui veniva coltivato; questo significa che quando incontriamo la pianticella del Lino nella flora spontanea, non è la pianta selvatica originaria da cui è stata selezionata quella coltivata, ma è essa stessa la pianta sfuggita alla coltivazione che si è inselvatichita. Ai nostri giorni la coltivazione del Lino ha assunto nuovo impulso, non solo per la bellezza ed eleganza dei suoi filati, che si prestano per molteplici usi nei capi d'abbigliamento di alta qualità, per pregiate tele da arredamento, per tessuti da ricamo, ma anche per l'impiego salutistico dei suoi semi, da cui si estrae un olio dalle grandi proprietà salutari. Nella coltivazione del Lino si distinguono infatti varietà da fibra e varietà da olio; le prime producono piante alte fino a un metro, ovviamente per ottenere fibre più lunghe e preziose per la tessitura, mentre le migliori varietà da olio sono alte circa 60 cm, e producono semi dalle più spiccate proprietà officinali. L'olio di Lino è stato utilizzato anche nella preparazione di vernici, per il trattamento lucidante ed impermeabilizzante di legno, laterizi e stoffe, ma oggi l'evoluzione della chimica gli ha fatto perdere importanza anche nel settore industriale. L'olio di Lino rimane invece molto ricercato per le sue particolari proprietà salutari, in quanto è molto ricco di un importante acido grasso essenziale, l'acido alfa-linolenico, un precursore degli acidi grassi Omega 3, vitale per il nostro organismo e abbastanza raro negli alimenti di origine vegetale, tra i quali quindi il Lino costituisce una fonte apprezzabile. La varietà di Lino che costituisce l'ecotipo denominato Biomega è stata selezionata per la sua alta resa in olio, circa il 42%, che contiene un'altissima percentuale di acido alfa-linolenico, non meno del 50% degli acidi grassi presenti.

L'olio di Lino più pregiato per l'uso salutistico si estrae dai semi interi tramite frangitura, e successiva pressione a freddo della pasta così ottenuta; il "panello" risultante dalla spremitura può essere utilizzato come mangime.

I semi di Lino, dotati di un tegumento lucido color rosso-bruno, sono molto ricchi anche di mucillagini: messi a macerare nell'acqua producono una sostanza vischiosa che, ingerita con abbondante acqua, aiuta a migliorare le funzioni intestinali in quanto ha la capacità di idratare il contenuto intestinale, agendo anche da emolliente e lenitivo sulle mucose. L'uso di semi di Lino preventivamente idratati è indicato in caso di stipsi e infiammazioni intestinali, poiché non provoca assuefazione e la sua azione è molto delicata, tanto da essere consentita anche in gravidanza o nell'infanzia. Solo se si sospettano occlusioni intestinali o appendicite è bene evitarne l'uso, o chiedere eventualmente il parere del medico prima di utilizzare i semi di Lino. I cataplasmi di semi di Lino, applicati caldi (attenzione alle ustioni!) sul petto, possono dare giovamento in caso di tosse, catarro, raucedine, tracheite; inoltre possono essere utilizzati su foruncoli, bubboni o ascessi, per accelerarne la guarigione. Il Lino ha una grande rilevanza anche in cosmetica: l'olio estratto dai suoi semi è un ottimo nutriente, lucidante ed emolliente per i capelli, soprattutto quelli secchi e sfibrati, o danneggiati da tinture e permanenti, per la sua ricchezza in acidi grassi essenziali, principalmente il prezioso acido linolenico che, come abbiamo detto, è un precursore degli importanti acidi grassi Omega 3. L'olio di Lino è utilizzato infatti per produrre ottimi balsami e creme ristrutturanti per capelli, che vengono così abbelliti e protetti in tutta la loro lunghezza, rendendo la capigliatura morbida, setosa e particolarmente lucida. Anche le mucillagini del Lino hanno una funzione protettiva dei capelli, in quanto esse avvolgono ciascun capello come una guaina che protegge i capelli deboli, secchi e danneggiati, conferendo anche una naturale freschezza al cuoio capelluto. Il Lino quindi si dimostra un valido alleato delle chiome femminili e, perché no, anche maschili, poiché dona brillantezza, volume e morbidezza con la sua azione idratante, nutriente e protettiva.

 

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LINO [SEMI]

 


NOMI POPOLARI E INTERNAZIONALI
Endabé, Entati, Flax, Linseed, Talba, Telba, Yama

 

NOME BOTANICO
Linum usitatissimum (L.) Griesb.

 

FAMIGLIA BOTANICA
Linacee

PERIODO BALSAMICO
Agosto

DESCRIZIONE BOTANICA
PICCOLA PIANTA ERBACEA

 

DROGA UTILIZZATA
SEMI

 

SAPORE
INSAPORE

PRINCIPI ATTIVI
Olio non volatile (acido linoleico, acido linoleico ed acido oleico), mucillagine, proteine, glucosidi cianogenetici (1%).

ERBE SINERGICHE

ALTEA
ISPAGHUL
MALVA
MALVONE
PSILLIO

TOSSICITÁ
BASSISSIMA

CONTROINDICAZIONI
NESSUNA CONTROINDICAZIONE ALLE DOSI TERAPEUTICHE NORMALI ECCETTO OCCLUSIONI INTESTINALI, APPENDICITI E DOLORI ADDOMINALI ACUTI.

AVVERTENZE
I GLUCOSIDI CIANOGENETICI VENGONO IN PARTE TRASFORMATI PER IDROLISI IN ACIDO CIANIDRICO IN BASSA QUANTITÀ (CHE VERRÀ POI INATTIVATO A LIVELLO GASTRICO) ED IN PARTE IN TIOCIANATO IN BASSA QUANTITÀ (TOSSICO AD ALTE DOSI). PER QUESTO È DA PREFERIRE IL SEME DI LINO INTERO E NON MACINATO.

ERBE ANTAGONISTE

AMAMELIDE
BISTORTA
PUNGITOPO
QUERCIA O ROVERE
RATANIA DEL PERÙ
TORMENTILLA

INTERAZIONI O INCOMPATIBILITÀ

ASSORBIMENTO DI FARMACI PER OS (RIDUCE)
TANNINI

QUALITÀ DELL'ATTIVITÀ FITOTERAPICA
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


ORGANI INTERESSATI DALL'AZIONE FITOTERAPICA:


ESOFAGO
INTESTINO
INTESTINO CRASSO
MUCOSE
ORGANI DIGESTIVI
ORGANI E-O TESSUTI DI VARI DISTRETTI CORPOREI
SISTEMA IMMUNITARIO
STOMACO
TESSUTO CUTANEO
TUBO GASTRO-ENTERICO

PROPRIETÀ:
ook LASSATIVO PURGANTE MECCANICO MUCILLAGINOSO
+++ ANTIACIDO (ANTISECRETIVO GASTRICO O PROTETTORE TAMPONE)
+++ LASSATIVO PURGANTE LUBRIFICANTE (VA USATO L´OLIO)
++ ANTISETTICO
++ EMOLLIENTE
+ CARMINATIVO - ANTIFERMENTATIVO
+ RISOLVENTE

INDICAZIONI:
ook STITICHEZZA O STIPSI
+++ ACIDITÀ (IPERCLORIDRIA O IPERSECREZIONE GASTRICA)
+++ COLITE
+++ DIVERTICOLITE
+++ GASTRITE
+++ INFEZIONI (GASTROINTESTINALI)
+++ ULCERA (PEPTICA - GASTRICA - DUODENALE)
++ ASCESSO E FLEMMONE
++ DIARREA
++ DIARREA (ANTIDIARROICO MUCILLAGINOSO)
+ METEORISMO FLATULENZA E FERMENTAZIONI INTESTINALI


NOTE DI FITOTERAPIA
I semi, per uso interno,
vanno utilizzati interi e non tritati alla dose di un cucchiaio per tazza di acqua dopo i pasti principali. In ogni caso non prolungare le somministrazioni oltre 3 settimane. La farina può essere utilizzata per le classiche applicazioni locali sul petto, avvolta in un panno. I semi contusi invece, lasciano anche uscire anche l´olio che, ovviamente, è molto calorico.

UTILE DA SAPERE

LE MUCILLAGINI

Sono sostanze amorfe, costituite da polisaccaridi eterogenei che con acqua danno soluzioni colloidali non adesive (a differenza delle gomme). Sono molto diffuse in natura e vengono estratte dalle piante che le contengono con acqua calda o bollente ma non sono ancora esattamente definite dal punto di vista chimico.Le mucillagini sono difficilmente conservabili, pertanto vengono commerciate le droghe che le contengono come Altea, Malva, Calendula, Aloe, Psillio, Lino, Ispaghul.L'azione farmacologica è legata alla capacità di rigonfiarsi in acqua producendo masse plastiche o dispersioni viscose che, se ingerite, possono avere azione lassativa meccanico-osmotica. Usate esternamente in impacchi hanno azione protettiva e antiinfiammatoria su cute e mucose lese.Nella pratica fitoterapica le mucillagini sono sicure e hanno poche controindicazioni, si possono utilizzare efficacemente nei casi di stitichezza associata a stati infiammatori e nella stitichezza in gravidanza.

ANNOTAZIONI
Il lino è stata una delle prime piante usata a scopo medicinale ma anche per sfruttare l´olio dei suoi semi e per le fibre.

 

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SEMI di LINO

 

Oltre ai semi di Lino, anche l'acqua e/o l'olio di lino è stata utilizzata nei passati secoli per mantenersi in forma ed in buona salute, in quanto si conoscevano bene le proprietà del Lino.
E' diuretico, emolliente, lassativo, vermifugo.
Il seme di lino è la risorsa più ricca di acido grasso essenziale Omega3 od acido alfa linoleico ed è anche la fonte più conosciuta di "lignans" (fironutrienti con varie ed importanti proprietà salutari (ne contengono 27); è ricco di boro, minerale che aiuta a trattenere il calcio.


Ottimo regolatore dei trigliceridi e del colesterolo.


Buona norma è l'utilizzo di 2 cucchiai di semi di Lino messi in ammollo in 1 bicchiere di acqua alla sera e bevuto l'indomani con o senza i semi a seconda dei casi, alla mattina appena alzati per più settimane.


L'acqua preparata in un infuso con i fiori e le foglie della pianta, può essere bevuta per lunghi periodi, tutti giorni.


Anche i semi di Finocchio, Psillio, sono molto utili per la buona funzionalità dell'intestino.


Ma non disdegnate la riscoperta di SEMI di altri tipi di piante.

- Per la tosse, catarro, influenza, infiammazioni in genere: 1 cucchiaio di olio di Lino prima dei pasti (adulti) - i bambini 1 cucchiaino, per almeno 15 giorni.

Ginseng e semi di lino promossi come anti-cancro .

Guardati da molti con diffidenza o paura, alcuni rimedi naturali ottengono ora la "benedizione" ufficiale da parte dei massimi guru mondiali dell'oncologia. I trattamenti alternativi, sulla base di studi scientifici rigorosi, vengono promossi, avendo dimostrato una reale efficacia contro il cancro, in associazione ai trattamenti
tradizionali (chemioterapia e chirurgia).


In testa, l'estratto di Ginseng, ma anche i semi di lino (tritati), ad esempio, hanno evidenziato proprietà antitumorali notevoli.

Gli oncologi statunitensi non hanno dubbi, e pur precisando che ulteriori studi sono necessari, hanno portato i loro risultati al cospetto dei 25.000 esperti riuniti a Chicago per il Congresso annuale dell'Associazione Americana di oncologia clinica (Asco), il maggiore appuntamento mondiale del settore.

"L'uso della medicina alternativa o complementare per trattare il cancro e i suoi effetti collaterali - ha affermato l'ematologo Bruce Cheson, della Georgetown University - si è molto diffuso, ma finora erano pochissimi gli studi scientifici sull'efficacia di tali sostanze".

 

Semi di lino: bloccano la crescita del tumore alla prostata.


I semi di lino possono contribuire a bloccare la crescita del tumore della prostata. Questi semi sono infatti ricchi di acidi Omega 3, che hanno un ruolo nel ridurre la proliferazione cellulare tumorale. I semi di lino hanno già dimostrato di ridurre il tumore alla prostate nei topi. Ora, questo studio Usa dimostra, ha affermato la chirurga Wendy Demark della Duke University Medical Center e autrice del lavoro, che "i semi di lino possono ridurre la proliferazione di questa forma tumorale nell'uomo". Lo studio ha utilizzato un campione
di 161 pazienti.
I semi di lino sono stati mischiati al cibo e alle bevande. Dopo trenta giorni di trattamenti i pazienti sono stati operati e la prostata sottoposta ad esami. Nel gruppo trattato con i semi di lino, gli esami clinici hanno evidenziato una crescita inferiore di circa il 40% delle cellule tumorali rispetto ai pazienti trattati con placebo.

 

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LINO

(Linum usitatissimum)


Appartiene alla famiglia delle Linacee e può raggiungere un'altezza massima di circa un metro. Ha dei fiorellini azzurri con dei petali ovali. I semi di colore rosso marrone si utilizzano nella cura di svariati disturbi perchè contengono elevate quantità di acidi grassi polinsaturi utili per l'apparato circolatorio, nervoso, pelle e sistema immunitario, oltre a mucillagini, proteine, minerali, vitamine B1, B2, E e piccole quantità di acido cianidrico.
I semi di Lino sono utilissimi se non addirittura necessari nella nostra alimentazione.
- L'ideale sarebbe utilizzare quotidianamente l'olio spremuto a freddo nei condimenti di tutti i giorni (circa 1-2 cucchiai al giorno), ciò garantisce in maniera più che sufficiente l'apporto quotidiano di acidi grassi polinsaturi, che, in alternativa, il nostro organismo, non puòprodurre da solo.
Inoltre, regolarizza i processi intestinali ed è utilissimo in caso di affezioni dell'apparato gastroenterico (
non devono però essere assunti in caso di occlusione intestinale e appendicite).
Utile per le affezioni dell'apparato respiratorio, catarro, raucedine, tosse, tracheiti.

Macerato di semi di Lino
Lasciate macerare per circa una notte 1-2 cucchiai di semi di lino in un litro di acqua fredda, (anche tritati) quindi bere il tutto.
La bevanda può essere utilizzata in caso di disturbi gastrointestinali, stitichezza (meglio se bevuto la mattina appena alzati), oppure per integrare gli acidi grassi polinsaturi.
Impacchi in caso di reumatismi, slogature, ecchimosi e foruncolosi.


-
Prendete un sacchetto di cotone morbido e riempitelo con 50g o piu' a seconda della zona da trattare, di semi di Lino precedentemente tritati finemente e ponetelo nella vaporiera per 15 minuti.
Dopo applicate il sacchetto nella zona colpita avvolto da una stoffa morbida e coperto da una copertina calda. Lasciate agire fino alla perdita del calore
.

 

"Olio di semi di Lino:
È estratto dai semi della pianta Linum usitatissimum, molto utilizzata fino a qualche decennio fa per produrre capi di abbigliamento. A differenza degli altri oli vegetali, ricchi di grassi omega 6, l'olio di lino è molto ricco di acido linolenico, il capostipite dei grassi omega 3. Ne contiene fino al 58%: per soddisfare il fabbisogno giornaliero di grassi omega 3 ne bastano solamente 6 grammi al giorno.
L'acido linolenico è il più delicato tra gli acidi grassi: si ossida molto facilmente e di conseguenza il processo di estrazione dell'olio di lino deve essere fatto accuratamente, possibilmente in assenza di aria e a temperatura controllata.
Fino a qualche anno fa l'olio di lino spremuto a freddo veniva prodotto esclusivamente con il metodo Baglioni, a temperatura controllata, max 20°, per lo più da piccole aziende biologiche.
Ora che il consumo è aumentato le aziende più grandi hanno adottato metodi molto meno delicati nei confronti del prodotto, che viene portato a temperature molto più alte che possono ossidare l'acido linolenico.
Inoltre nessun produttore propone confezioni totalmente opache che proteggano l'olio dalla luce; nessun negoziante lo conserva in frigorifero per proteggerlo dalla temperatura.
La probabilità di trovare un prodotto veramente fresco, quindi, è molto bassa
.


Consigliamo quindi di evitare il consumo di olio di lino, a meno di non approvvigionarsi direttamente dal produttore, assicurandosi che utilizzi il metodo Baglioni e che conservi in frigorifero l'olio così prodotto. Il prodotto va conservato in frigorifero in bottiglie scure, e va consumato nel giro di qualche settimana. Ha un sapore caratteristico di noce, leggermente amarognolo. Quando irrancidisce prende un sapore sgradevole di pesce".

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